
La Riflessologia Plantare è
un'antica tecnica di trattamento del piede conosciuta in India, in Egitto ed in
Cina fin dal 4000 a.c. Solo in quest'ultimo secolo è stata riscoperta in
occidente destando grande interesse ed acquistando una certa importanza anche
nel settore sanitario. Essa si fonda sul principio fondamentale che ogni organo
del corpo è collegato al piede in una zona ben precisa che se correttamente
stimolata, apporta a tutto l'organismo un beneficio generale ed un equilibrio
psicobiologico.
Il riflessologo opera manualmente sul piede attraverso una particolare tecnica fatta di leggere o più intense pressioni ritmiche sulle zone riflesse per una durata complessiva del trattamento di 40 minuti (20 per piede). Il lavoro stimola particolarmente il sistema linfatico e circolatorio i quali apportano immediatamente ad un allentamento della tensione ed il conseguente miglioramento delle condizioni di nutrizione e di ossigenazione dei tessuti e degli organi del corpo.
Il riflessologo non si sostituisce al medico, non prescrive farmaci e non fa diagnosi mediche ma opera in stretto rapporto con le figure sanitarie. Il compito fondamentale del riflessologo consiste nel migliorare la qualità della vita dell'individuo, apportare benessere generale a tutto il corpo e permette di mantenere un certo equilibrio omeostatico (mente/corpo) che è alla base del sostentamento della "salute" dell'uomo.
A tutela del riflessologo nasce nel 1987 la F.I.R.P. (federazione italiana riflessologia plantare), una libera associazione con sede a Brignano Gera d'Adda (Bergamo) ed ha istituito la scuola di riflessologia "Elipio Zamboni".
Il corpo viene suddiviso in cingolo scapolare, margine la visione dell'uomo e raffigurata al centro
costale e cingolo pelvico
dei due piedi uniti

"Mappe dei punti riflessi"


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